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Lettera del Presidente Nazionale dell'Associazione Italiana di Cultura Classica ai Presidenti delle Delegazioni locali




Lecce, 11 maggio 2007


Cari Presidenti, cari amici, cari colleghi,


la Seduta del Consiglio Direttivo dell'Associazione Nazionale di Cultura Classica tenutasi a Vercelli il 21 aprile 2007 ha segnato l'inizio della concreta ripresa della nostra Istituzione, dopo il cambio di Presidenza del 12 marzo precedente, resosi necessario per arrestare una conduzione incolore e irregolare, che ha danneggiato seriamente l'Associazione e rischiava di continuare a danneggiarla.

Quel cambio di Presidenza è scaturito da una libera votazione dei membri del Consiglio Direttivo: tutti i presenti, prendendovi parte, ne hanno accolto e condiviso preliminarmente la legittimità, già con il solo fatto di partecipare ad essa. Contestare, come qualcuno purtroppo continua a fare, un atto democratico del Consiglio Direttivo (al quale spetta l'elezione del Presidente Nazionale), perché esso ha dato un esito non gradito, è scorretto e inaccettabile.

Il mio Programma di Presidenza prevede innanzitutto la rivitalizzazione della rivista “ Atene e Roma ” : ad essa abbiamo cominciato a lavorare con lena il Prof. Cerasuolo, suo Direttore e, per la parte che mi compete, io quale Presidente dell'Associazione. A questo proposito, devo comunicare a Voi tutti che l'esame delle carte relative ai pagamenti effettuati in questi ultimi anni all'Editore Le Monnier-Edumond per “ Atene e Roma ” ha evidenziato inequivocabili e ripetute irregolarità procedurali e finanziarie operate dal Presidente uscente Prof. L. Gamberale, che per anni ha unilateralmente e supinamente approvato, senza sentire, come doveva assolutamente, il parere del Consiglio Direttivo, gli scandalosi preventivi via via proposti dall'Editore per la stampa della rivista. Riporto qui, per brevità, solo quanto è accaduto relativamente agli ultimi anni della Rivista. Nel 2002 il costo della rivista è stato di euro 23.671,70 a fronte di un costo di mercato di euro 8.000. Nel 2003 il costo della rivista è stato di euro 28.327,60, a fronte di un costo di mercato di euro 9.000. Nel 2005 il costo della rivista è stato di euro 32.704, a fronte di un costo di mercato di euro 11.000. Anche per l'annata 2006 siamo di fronte ad un preventivo scandalosamente improponibile dell'Editore Le Monnier, che ha chiesto ed ottenuto somme esose per un prodotto dal formato, dalla grafica e dal contenuto largamente insufficienti. Queste sono cifre incontestabili, questi sono fatti concreti, che inchiodano il mio predecessore alle sue responsabilità.

Tale stato di cose ha, in pratica, imposto che la quota di ciascun socio venisse quasi interamente incamerata dall'Editore; soprattutto ha fatto sì che nulla restasse alle Delegazioni locali che, come ben sapete, da sempre si dibattono in difficoltà economiche e molte sono costrette a chiudere. Esaudire irregolarmente e passivamente le stratosferiche richieste dell'Editore Le Monnier a scapito delle risorse finanziarie dell'Associazione e strangolare le Delegazioni locali è una condotta che si configura come cattiva gestione di una Istituzione, circostanza ben individuata e punita dal nostro Codice Civile. Coloro che strumentalmente minimizzano o volutamente ignorano la gravità di tale gestione, ne diventano obiettivamente corresponsabili. Nel ricordato Consiglio Direttivo del 21 aprile u.s. abbiamo deciso di esigere dall'Editore sin da subito un prezzo molto, ma molto più equo. Un primo risultato concreto sarà che della quota versata per l'Associazione da ciascun socio a partire dal 2008, ogni Delegazione locale potrà trattenere una parte consistente, che la metterà in condizione di svolgere più serenamente e più proficuamente la propria attività culturale.

Nello stesso Consiglio il Prof. Cerasuolo ha riferito del contenuto dei prossimi volumi di “ Atene e Roma ”: la rivista avrà quel taglio di alta divulgazione richiestoci concordemente ed insistentemente da tutte le parti, una nuova, più piacevole impostazione grafica e, soprattutto, nuovi, più veloci ritmi; il tutto le consentirà di essere quella che tutti vogliamo che sia: un informato, agile strumento di aggiornamento.

In quello stesso Consiglio abbiamo deciso di creare una pagina web nazionale dell'Associazione e di contrassegnare la nostra Associazione con un logo: ancora nel 2007 la nostra Associazione non dispone di un sito ufficiale on line, mentre da tempo ce l'hanno alcune Delegazioni locali. Altra importante decisione presa in quel Consiglio è quella di istituire una Giornata Nazionale di Cultura Classica: un grande evento culturale, che porti alla ribalta la nostra tradizione classica, da celebrare ogni anno, articolata in una manifestazione centrale (con una Lectio Magistralis di un eminente studioso italiano o straniero) e altre manifestazioni parallele curate dalle Delegazioni locali. Il Consiglio del 21 aprile si è anche espresso a favore del recupero della cultura classica nella toponomastica delle nostre città. La difesa delle discipline classiche all'interno della nostra Scuola e della nostra Università è uno degli obiettivi primari del mio Programma di Presidenza e su di esso vigilerò con il massimo impegno e la massima attenzione. Vi sarò grato se vorrete farmi pervenire vostri suggerimenti e indicazioni in proposito.

Sto cercando di portare una ventata di aria nuova nella nostra Associazione; sto cercando di attuare procedure più trasparenti e autenticamente democratiche a livello di Consiglio Direttivo; sto cercando di evitare che le quote dei soci vengano praticamente buttate alle ortiche: non voglio sacrificare alle esose richieste dell'Editore nemmeno un socio e, meno che meno, una singola Delegazione; sto cercando di arrestare l'emorragia continua di iscritti, il cui numero è passato dai 2902 del 1999 ai 2500 del 2006, con una perdita media annua di 60 soci.

Non mi interessa il giudizio che strumentalmente qualche scorretto e male informato dissidente ha dato del mio Programma di Presidenza. M'interessano il bene e il futuro della nostra Istituzione. Sapete bene che essa è un'Associazione privata, assolutamente libera ed autonoma: della sua autonomia e della sua libertà, in qualità di Presidente, sarò lo strenuo garante: non permetterò l'indebita ingerenza di qualsivoglia altra Istituzione nella vita di essa, come non tollererei una qualsiasi ingerenza della nostra Associazione nelle vicende di altre Istituzioni. Per la nostra Associazione sto lavorando con la passione e l'impegno che hanno sempre contraddistinto la mia attività di ricerca. Sono abituato a volare alto; non mi piace galleggiare nella mediocrità dell'ordinaria amministrazione, che ha letteralmente sperperato i soldi dell'Associazione e le ha dato un profilo inaccettabile.

Vi ringrazio cari Presidenti, cari amici, cari colleghi, per la Vostra attenzione e ancora una volta Vi ringrazio per quanto fin qui avete fatto e continuerete a fare per la nostra gloriosa Istituzione.

Il Presidente Nazionale           

Prof. Mario Capasso             


Per informazioni: info@aicc-napoli.it - Ha elaborato il sito Umberto La Torraca.