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Lettera del Presidente Nazionale dell' A.I.C.C.


Lecce, 4 novembre 2009


Cari Presidenti, cari Soci,

Mi permetto di scrivervi in merito al contenuto di una lettera che, datata 19/10/2009, mi risulta stia circolando tra le Delegazioni della nostra Associazione, La lettera, firmata dai professori Sergio Audano, Lorenzo Fort, Francesca Nenci, Rita Pierini, Renzo Tosi, Giuseppe Zanetto, richiede alcune precisazioni.

Il 24 giugno 2009 venni a conoscenza, per puro caso, di una lettera circolare di invito ad un Convegno destinato a svolgersi a Firenze, sul tema "Forme del comico in Grecia e a Roma". Il Convegno era organizzato dalle Delegazioni di Chiavari, Firenze, Parma e Pisa. Secondo gli organizzatori del Convegno esso sarebbe dovuto servire, tra l'altro, ad "avviare una profonda riflessione sul rapporto fra università e scuola e ad intrecciare una fertile indagine su temi di ampia valenza con sicura ricaduta didattica", anche in relazione alle "numerose vicende dell'Associazione Italiana di Cultura Classica". La circolare fu inviata a tutte le Delegazioni, tranne che a pochissime, e, soprattutto, tranne che ai membri del Consiglio Direttivo e al Presidente Nazionale. Nessun commento. Adesso, altrettanto casualmente, vengo a sapere che circola tra le varie Delegazioni una sorta di lettera con il resoconto del Convegno fiorentino. Nella lettera vengono espressi giudizi sull'operato del Consiglio Direttivo e del Presidente Nazionale del tutto infondati. In essa si esprime, tra l'altro, "doloroso stupore" e "un certo disagio per l'atteggiamento non sempre collaborativo dell'attuale Direttivo Nazionale che in questa fase così delicata non agisce con la solerzia necessaria e opportuna" a proposito delle diverse problematiche che agitano il mondo della scuola e dell'Università in relazione all'insegnamento delle lingue classiche.

Negli ultimi tre anni, quale Presidente ho ricevuto molte lettere da parte di Presidenti di Delegazioni, rappresentanti di Liceo e singoli docenti, nelle quali mi si chiedeva di intervenire in relazione a diverse situazioni difficili in cui versavano singole istituzioni scolastiche: in alcune mi si chiedeva di intervenire presso il Ministero della Pubblica Istruzione, per cercare di risolverle in qualche modo. Ho dato la massima soddisfazione a quanti mi hanno scritto: ogni volta ho preso subito contatto con i Dirigenti del Ministero e con lo stesso Ministro Mariastella Gelmini. In vari Licei Classici sono riuscito a scongiurare il pericolo che non si formasse la classe IV ginnasiale. Già questo, da solo, andrebbe e va considerato un ottimo risultato. Tra l'altro ho ricevuto una lettera ufficiale, in data 7/11/2008, del Direttore Generale per gli ordinamenti del sistema nazionale di istruzione e per l'autonomia scolastica del Dipartimento per l'Istruzione del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, dr Mario G. Dutto, che rispondeva ad una mia lettera nella quale esprimevo forti preoccupazioni per la possibile contrazione dell'insegnamento del greco e del latino nei nostri Licei. Il dr Dutto nella sua risposta mi assicurava che nella riorganizzazione dei nostri Licei l'insegnamento sia del Latino sia del Greco non avrebbe subito né contrazioni né mortificazioni. Tale sua risposta è leggibile on-line, nel nostro sito nazionale. Questa Presidenza, dunque, ha sempre agito, insieme con il Consiglio Direttivo, con la massima solerzia.

Inoltre quale Presidente dell'AICC, su invito delle varie Istituzioni preposte, ho preso parte attiva alla formazione dei nuovi criteri di distribuzione dei fondi PRIN e della classificazione delle riviste scientifiche di àmbito classico e alla riorganizzazione dei settori disciplinari connessi con il Mondo Classico. Gli inviti ufficiali da me ricevuti per contribuire alla riorganizzazione dei sistemi concorsuali e della didattica delle nostre Università sono una palese dimostrazione della ritrovata autorità e dignità della nostra AICC. Non vedo, perciò, la ragione del "doloroso stupore" dei firmatari della lettera di cui sopra: anzi, mi permetto di chiedere dove fossero questi firmatari fino a qualche tempo fa, quando l'AICC era trascinata alla deriva da una conduzione assolutamente incolore, da anni era sistematicamente e colpevolmente assente nelle assemblee della Fédération Internationale des Études Classiques (la Federazione di tutte le associazioni classiche del mondo, dove si dibattono aspetti importantissimi del futuro degli studi classici e dove si registra l'assidua e solerte presenza di rappresentanti di associazioni di una ottantina di nazioni, compresi Brasile, Zimbabwe, Serbia e Slovenia, rappresentanti, evidentemente, più sensibili di quanto lo fosse colui che avrebbe dovuto rappresentare l'AICC); con la rivista "Atene e Roma", la cui proprietà ufficiale non era più della nostra Associazione, che veniva pagata in misura eccessiva e i cui contenuti tutti riconoscevano assolutamente inadeguati, per non parlare della veste grafica, come minimo deprimente; con gli indirizzari dei nostri soci zeppi di errori ed imprecisioni, fonti di disguidi e di notevoli aggravi di spese.

Sono inoltre costretto a rilevare che è ASSOLUTAMENTE FALSO che il Direttivo si sia rifiutato di accettare candidature per il triennio 2010-2012. Le candidature per il nuovo Consiglio vanno discusse ed approvate nell'àmbito di una riunione dei membri del Consiglio: così è sempre stato fatto. Il Consiglio Direttivo uscente si è riunito a Roma il 23/6/2009 con all'ordine del giorno le nuove candidature. In quell'occasione sono stati discussi ed approvati diversi nomi. L'1 settembre 2009 ho ricevuto una lettera dal collega Prof. Mauro Tulli, nella quale mi si chiedeva di prendere in considerazione una serie di nomi: si tratta di nomi di ottimi colleghi, ma malauguratamente la proposta era arrivata tardi. In futuro sarò ben felice di prendere in considerazione, se mi dovesse capitare ancora di essere il Vostro Presidente, le candidature che mi fossero proposte, purché arrivino in tempo utile. L'approvazione comunque spetta solo e soltanto al Consiglio Direttivo in carica.

Quanto alla decisione di lasciare agli elettori attivi la possibilità di esprimere un'unica preferenza per i professori universitari ed un'unica preferenza per i rappresentanti del mondo della scuola e della società civile, devo ricordare che essa viene incontro ad un orientamento chiaramente emerso nell'àmbito dell'Assemblea generale del 11 maggio 2008, svoltasi a Lecce. In quella occasione, infatti, fu rilevata la necessità di evitare un'eccessiva e sotto molti punti di vista "dispendiosa" dispersione di voti: a questo e non ad altro mira la possibilità, da parte degli elettori attivi, di esprimere solo due preferenze libere.

Ho sempre esortato tutti i Presidenti e tutti i Soci a scrivermi liberamente per esprimere i loro suggerimenti e anche le loro critiche, suggerimenti e critiche che sono sempre disposto ad accogliere, per il bene della nostra Associazione. Lo confermo anche in questa occasione, permettendomi tuttavia di esortare comunque a rispettare la verità e ad evitare di cadere in atteggiamenti strumentali. Ho fatto pervenire a tutti i Soci un breve bilancio di questi tre anni della mia Presidenza: ciascun socio, leggendolo, potrà rendersi conto di quello che è stato fatto. Qui posso solo aggiungere che la nostra Associazione è più che mai viva ed attiva perché ha ritrovato vitalità ed entusiasmo: ne sono segno tangibile la nascita di nuove Delegazioni e l'accoglienza molto positiva ricevuta dalla nuova veste e dai nuovi contenuti di "Atene e Roma". Questo, con estrema serenità, cari Presidenti e cari Soci, sentivo di dovervi.


Il Presidente
Prof. Mario Capasso




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