Associazione Italiana di Cultura Classica

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STORIA DELL'A.I.C.C.

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La rivista Atene e Roma

Le notizie essenziali sulla storia della rivista Atene e Roma sono riportate nella sezione dedicata alla storia dell'associazione. Tuttavia nulla può raccontare lo spirito con cui questa impresa nacque nel lontano 1898 meglio della prefazione del primo numero della rivista, che abbiamo qui interamente trascritto:




AI NOSTRI LETTORI


Il primo numero di un giornale, specialmente se letterario o scientifico, dovrebbe esser composto in maniera da rendere inutile un 'programma'. Ma tale non può essere il primo fascicolo nostro, perché, a non voler dire altro, molto spazio e occupato questa dagli atti ufficiali della Società che al giornale dà vita. Sono dunque indispensabili alcune poche parole, che dichiarino non quello che abbiamo fatto, ma quello che ci proponiamo per l'avvenire.

Il Regolamento della Società nostra, nel suo ultimo capitolo (art. 23 sqq.), definisce con chiarezza gli intenti del 'Bullettino' sociale. Noi pubblicheremo l' 'Atene e Roma', per questo anno 1898, in fascicoli di 24 pagine; e i fascicoli non saranno meno di 6 nel corso dell'anno. In seguito, quando, come è lecito augurare, i mezzi saranno maggiori, si potrà anche accrescere il numero e delle pagine e dei fascicoli: per ora non converrà scandalizzarsi neppure di qualche ritardo nella pubblicazione, che regolarmente dovrebbe avvenire di due mesi in due mesi.

La parte maggiore dello spazio in ciascun fascicolo sarà serbata, di regola, ad articoli e memorie, originali o di divulgazione, sopra soggetti attinenti o agli studi dell'antichità greca e romana, o alle scuole donde tali studi non sono esclusi: sempre essi vorranno essere scritti con l'intento di esser letti non tanto da coloro che fanno professione di studi classici, quanto da tutte quelle persone colte che reputino elemento non inutile di coltura conoscere le varie manifestazioni dell' ingegno greco e romano nelle lettere, nelle arti, nella storia politica e civile, nella scienza. Sappiamo che di tali persone in Italia è relativamente esiguo il numero: se la Società nostra riescirà così ad aumentarlo, questo sarà per essa titolo di grande benemerenza. L'altra parte di ciascun fascicolo conterrà (oltre gli atti ufficiali e la cronaca della Società) notizie ed appunti, forse neppure essi inutili a quelle persone colte alle quali si accennava testè, ma composti ad ogni modo con l'intento di giovare anzitutto agli studiosi dell'antichità classica, sieno essi filologi o storici o scenziati. Molti di costoro, per la maggior parte insegnanti, vivono in piccole città di provincia, senza libri e senza compagni di studi : dedicare a questi valentuomini una parte almeno del 'Bullettino' è per la Società dovere imprescindibile di gratitudine. Con grande entusiasmo essi salutarono il sorgere della nuova istituzione, e furono dei primi ad inscriversi fra i nostri Soci : né, così facendo, ebbero mai altra speranza oltre quella nobilissima di rivedere in onore una più solida e più squisita coltura nazionale, e di potervi contribuire efficacemente. Non fu risparmiata, è vero, neppure ad essi l'accusa volgare di combattere pro domo; ma chi accusava o non pensò o dissimulò il valore morale di questo entusiasmo degli insegnanti, mentre appunto di là donde vantaggi materiali si aspettano, era bandita la guerra santa alla scuola ed alla cultura classica. Per loro, dunque, nei fascicoli successivi del 'Bullettino' raccoglieremo copiose notizie da libri e riviste, italiane e straniere; di opere e memorie importanti daremo larghi sunti e, quando possano farlo persone veramente competenti, anche ampie recensioni critiche; alle richieste che nell'interesse dei loro studi essi volessero rivolgerci risponderemo con premura e con zelo.

Si aggiunga che, in omaggio alla lettera ed allo spirito dello, Statuto sociale (art. 1), al nostro periodico non mancheranno articoli e memorie che valgano a definire e dichiarare le relazioni di dipendenza delle letterature moderne, segnatamente della nostra, dai monumenti letterari ed artistici dell'antichita classica; e già questo stesso primo fascicolo - così insufficiente, del resto, per bibliografia e notizie filologiche - con un magistrale articolo sulla concezione Dantesca della città di Dite risponde, come meglio non si potrebbe, agli intenti non meschinamente esclusivi della Società nostra. Possa questa esplicita dichiarazione avvicinare a noi molti altri dei dotti insegnanti e cultori di lettere italiane, che dei larghi intendimenti della nuova associazione forse non ebbero esatta notizia.

Pertanto non è molto quello che promettiamo, e ben altre dovrà fare la nostra associazione per giustificare il titolo ambizioso di 'Società italiana per la diffusione e l'incoraggiamento degli studi classici'. Potrà farlo, quando saremo molti; ma molti non saremo mai, se coi molti non ci porremo in comunione intellettuale. A questo vorrebbero modestamente provvedere i fascicoli dell' 'Atene e Roma'.

Ammonimenti e consigli accetteremo da ogni benevolo, che vorrà darcene; ma oltre i consigli e gli ammonimenti invochiamo l' auxilium praesens di dotti scrittori che non abbiano a disdegno l'intento nostro di frequenti e volenterosi lettori che assicurino all' associazione influenza larga e duratura.




Atene e Roma. Bullettino della Società italiana per la diffusione e l'incoraggiamento degli studi classici, a. I, n. 1, gennaio-febbraio 1898, pp. 1-2.


Per informazioni: info@aicc-napoli.it - Ha elaborato il sito Umberto La Torraca.